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Benessere

Il ruolo degli antiossidanti: parliamo di glutatione e NAC

Il ruolo degli antiossidanti: parliamo di glutatione e NAC

Negli ultimi anni la parola “antiossidante” è diventata sempre più comune. La troviamo sulle etichette, nelle pubblicità e negli articoli dedicati al benessere. Tuttavia, a un utilizzo così diffuso non sempre corrisponde una reale comprensione di cosa significhi davvero.

Entriamo più nel dettaglio nella comprensione degli antiossidanti, superando l’accezione commerciale che utilizza questo termine in abbinamento a tutto ciò che fa bene alla salute. 

Cosa significa, in concreto, proteggersi dallo stress ossidativo? E quali sono i meccanismi che il nostro organismo utilizza per difendersi dai danni provocati dai radicali liberi?

Per farlo, dobbiamo concentrare l’attenzione sul glutatione e il suo precursore più noto, la N-acetilcisteina (NAC).

Cos’è il glutatione

Il glutatione (GSH) è una piccola molecola composta da tre aminoacidi (cisteina, glicina e acido glutammico) ed è considerato il principale antiossidante del nostro organismo. 

Il motivo?  A differenza di molti altri antiossidanti che assumiamo con l’alimentazione, il glutatione viene prodotto direttamente dalle cellule del nostro corpo.

Le concentrazioni maggiori sono nel:

  • fegato
  • polmoni
  • cuore
  • cervello

Nel nostro organismo il glutatione esiste in due forme:

  1. forma ridotta (GSH), biologicamente attiva e capace di neutralizzare i radicali 
  2. forma ossidata (GSSG), che si forma dopo che il glutatione ha svolto la sua funzione

Il rapporto tra queste due forme è un indicatore fondamentale dello stato di stress ossidativo cellulare. Maggiore è la quota di GSSG rispetto a GSH, maggiore è il danno che le cellule stanno subendo.

Ed è proprio qui che entra in gioco la N-acetilcisteina (NAC). Si tratta di un derivato della cisteina che fornisce all’organismo uno dei “mattoni” fondamentali per produrre glutatione.

Poiché il glutatione assunto per via orale presenta una biodisponibilità limitata, spesso si preferisce integrare con NAC, che aiuta il corpo a sintetizzarlo in modo più efficiente.

Ruolo del glutatione nell’organismo

Considerando le funzioni che svolge, definire il glutatione semplicemente come “antiossidante” è riduttivo.

Il suo ruolo va ben oltre la sola neutralizzazione dei radicali liberi: il glutatione partecipa a numerosi processi fondamentali per l’equilibrio cellulare, contribuendo alla protezione delle strutture interne della cellula e al corretto funzionamento dei meccanismi biologici.

I principali ruoli del glutatione sono:

  • difende le membrane, le proteine e il dna dai radicali liberi
  • protegge dalle radiazioni uv
  • protegge i mitocondri dai radicali liberi prodotti durante la respirazione cellulare
  • funge da cofattore per enzimi come la glutatione perossidasi
  • partecipa alla sintesi e riparazione del dna
  • supporta la retina
  • previene la cataratta nel cristallino
  • protegge l'epitelio intestinale

Azione antiossidante e detossificante

Il glutatione non si limita a neutralizzare i radicali liberi. Oltre alla sua azione antiossidante diretta, svolge un ruolo importante nel rigenerare altri antiossidanti, come la vitamina C e la vitamina E, riportandoli alla loro forma attiva e contribuendo così a rafforzare le difese dell’organismo contro lo stress ossidativo.

Altrettanto importante è la sua funzione detossificante. Il glutatione si lega a tossine, inquinanti ambientali, metalli pesanti (come piombo, mercurio e cadmio) e ai metaboliti di molti farmaci, rendendole più facilmente eliminabili. 

Grazie a questo legame riesce a renderli idrosolubili, permettendone l'espulsione attraverso la bile o le urine. 

Anche la N-acetilcisteina (NAC) possiede proprietà proprie. Oltre a fornire il precursore necessario per la sintesi del glutatione, svolge un’azione antiossidante diretta ed è nota per le sue proprietà mucolitiche. Per questo motivo viene utilizzata da tempo in ambito medico nel trattamento delle patologie respiratorie croniche.

Glutatione e sistema immunitario

Oltre alle funzioni già descritte, il glutatione svolge un ruolo importante anche nel mantenimento della salute e dell’efficienza del sistema immunitario.

Questa molecola è infatti indispensabile per la proliferazione e l'attivazione dei linfociti T e dei leucociti polimorfonucleati, le cellule che regolano la risposta immunitaria contro i patogeni. 

Inoltre, potenzia l'attività delle cellule Natural Killer (NK), che si occupano della distruzione delle cellule infette da virus e di cellule anomale che potrebbero dare origine ai tumori.

Bisogna poi ricordare che il GSH modula la produzione di citochine, molecole che regolano e coordinano la risposta immunitaria. 

Livelli adeguati di glutatione aiutano a evitare che l'infiammazione (necessaria nelle fasi acute) diventi cronica e dannosa per i tessuti

Ci sono anche prove che il GSH possa inibire la replicazione di alcuni virus (tra cui quello dell'influenza) agendo sia sulla cellula ospite che direttamente sulle particelle virali.

Quando può essere utile l’integrazione

Abbiamo detto che il glutatione non lo assumiamo prevalentemente come integratore perché viene prodotto dal nostro organismo

Ha senso, quindi, prevedere l’assunzione aggiuntiva? 

Sì, perché la sua produzione non è costante nel corso del tempo. Diminuisce in modo progressivo con l'avanzare dell'età, spesso in modo significativo dopo i 40-50 anni, aumentando la suscettibilità allo stress ossidativo e a tutte le condizioni ad esso correlate. 

Ma l'invecchiamento non è l'unico fattore. La necessità di supportare i livelli di glutatione può essere valutata in diversi casi. 

In modo particolare, in tutte quelle condizioni che riducono i livelli di glutatione o quelle patologie che sono associate a bassi livelli di GSH

Le principali sono:

  • inquinamento e fumo di sigaretta
  • alcol
  • stress cronico
  • attività fisica intensa
  • assunzione prolungata di alcuni farmaci
  • diabete
  • patologie cardiovascolari
  • epatopatie
  • Morbo di Parkinson
  • malattia di Alzheimer

Quando si valuta l’integrazione, emerge però un aspetto pratico importante: il glutatione assunto per via orale presenta una biodisponibilità limitata, poiché viene in parte degradato a livello gastrico.

Per questo si preferiscono forme innovative come:

  • glutatione liposomiale (protetto da microsfere lipidiche)
  • forma sublinguale
  • NAC (N-acetilcisteina) come precursore diretto che fornisce all’organismo la cisteina necessaria per sintetizzarlo

Prima di iniziare qualsiasi integrazione è sempre consigliabile consultare il proprio medico o farmacista, che potrà valutare la forma e il dosaggio più appropriati in base alla situazione specifica individuale.

Se desideri un orientamento sulla scelta della formulazione più adatta o vuoi capire quale soluzione possa rispondere meglio alle tue esigenze, puoi contattare il nostro servizio di assistenza WhatsApp.

In alternativa, consulta i prodotti correlati selezionati, dedicati al supporto antiossidante e alla protezione cellulare.